Scialpinismo: Pizzo Tracciora di Cervatto – 1917mt

31 Dicembre 2017

Gita Scialpinistica in Valsesia

Il Pizzo Tracciora di Cervatto è per noi la gita “di casa”. Erano anni che volevamo fare questa gita scialpinistica, e finalmente abbiamo trovato le condizioni giuste… o quasi…

Ultima gita dell’anno. Approfittiamo delle copiose (in proporzione all’ultimo periodo) nevicate che hanno coinvolto la Valsesia per mettere le pelli “fuori casa”.

Partiamo da Rossa (800mt), dal piazzale del teatro. Pochi passi e mettiamo subito gli sci per percorrere la mulattiera che conduce a Rainero (1050mt), che riusciamo a raggiungere bene o male calpestando sempre neve.

Le temperature sono un po’ alte, e la neve inizia a diventare un po’ pappetta… ipotizziamo su dove riusciremo a scendere senza dover togliere gli sci, ed una volta giunti al magnifico bosco di faggi poco sopra Rainero, verso nord, ci convinciamo di potercela fare: circa 40 cm di neve trasformata ricoprono il sottobosco.

Risaliamo il pendio in direzione della cappella del “Cristo che dorme” (1240mt), seguendo pressapoco il sentiero estivo, per poi salire lungo il bosco di pini che porta all’Alpe Barbughera (1360mt). Davanti a noi si apre la vista della vetta e del bel bosco di faggi e betulle che si incontra salendo dopo l’Alpe.

L'Alpe Barbughera che si incontra salendo al Pizzo Tracciora di Cervatto

L’Alpe Barbughera vista dal bosco di faggi e betulle che la sovrasta

Superato il bosco, in breve raggiungiamo il pascolo dell’Alpe Campello (1540mt) ed il successivo intricato bosco. Qui la neve è ancora molle ed immaginiamo difficile da percorrere in discesa: il sentiero nel bosco è stretto e irregolare, e le possibilità di tagliarlo sono molto poche.

Usciti da questo ultimo bosco, risaliamo gli ultimi pendii. Qui il vento del giorno successivo alla nevicata ha fatto un gran lavoro, asportando molta neve: mentre verso est ci sono grandi accumuli sul ripido versante, verso ovest lo strato di neve è duro e sottile, e qua e là affiorano ciuffi d’erba.

Facciamo una serie di inversioni e, con una gran sudata anche per il caldo, raggiungiamo la cima del Pizzo Tracciora, che nonostante tutto è ricoperta da circa un metro di neve.

Finalmente siamo in vetta al “Pizzo” e siamo molto contenti. Il cielo è limpido e la temperatura mite (purtroppo): riusciamo a scattare foto a volontà.

Ci affrettiamo ad iniziare la discesa rimanendo sulla neve ventata e dura. La sciata non è difficile e sembra di sciare in pista.

Discesa dal Pizzo Tracciora durante una uscita di Scialpinismo con partenza da Rossa

Affiorano molti ciuffi d’erba, ma la neve è dura e gradevolmente sciabile

Come previsto, il boschetto sopra l’Alpe Campello è un vero inferno, e verso la fine togliamo gli sci, che rimettiamo per attraversare il pratone e buttarci lungo i bei pendii nel vallone degli Alpeggi senza nome.

Purtroppo il caldo ha un po’ cotto la neve, che non è il massimo da sciare. Per godere di qualche curva nella polvere dobbiamo raggiungere il pendio sotto l’Alpe Barbughera… gioia però che dura poco: in breve siamo nel bosco di faggi con neve primaverile e, dopo qualche curva, sul sentiero che porta a Rainero.

Prima dell’abitato togliamo gli sci e rientriamo in paese a piedi. E’ stata un po’ una ravanata ma siamo comunque contenti di essere saliti e scesi dal Pizzo Tracciora con gli sci.

Galleria di Immagini:

Author: Paolo Tomasi

Ingegnere di professione, escursionista per passione. Salire in alto e fare fatica è la sua valvola di sfogo, che sia a piedi, in bici o sugli sci. Ogni giorno libero è buono per una gita in compagnia sulle alpi e per un report sul proprio blog.

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