MTB: Cresta Tardiva – 2420mt

11 Agosto 2016

Escursione in MTB nella valle del Gran San Bernardo

“Preso tutto? Chiudo?”
“Si vai”
“SBAM”
“Come mai il portellone non si chiude??”
“Oh no, il garmin! Sembra sano…”
“Prova ad accenderlo”
“…distrutto…”

Nonostante la giornata tersa e freschina, la gita non parte nel migliore dei modi… Display del Garmin andato, si legge solo circa un quarto della parte più bassa; spero che la discesa nel bosco della traccia presa dal sempre indispensabile fornitore di ispirazione Salitomania sia lineare e non cambi troppi sentieri.

Saliamo per la prima metà su asfalto, con pendenze mai eccessive, seguendo le indicazioni per il Rifugio Chaligne. Giunti al rifugio facciamo scorta d’acqua e proseguiamo seguendo la mulattiera fino all’Alpe Tza Chaligne.

A quel punto spingiamo la mtb sull’evidente “sentiero” che sale a nord, verso destra. Sentiero si fa per dire: l’andirivieni delle mucche dell’alpeggio ha trasformato il sentiero in un’autostrada di terra battuta. Non è semplice spingere visto l’elevata pendenza, ed a tratti ci carichiamo la bici in spalla.Salendo notiamo la “mandria” al pascolo, accompagnata da due pastori con altrettanti cane pastore.  Tutti e quattro si danno un bel daffare a mantenere compatte le mucche, che pare abbiano un po’ voglia di fare quello che le pare.

Raggiungiamo il Colle Tardiva e, dopo qualche pedalata, eccoci al punto culminante della Cresta Tardiva. Il panorama è davvero invidiabile, con il Grand Combin a farla da padrone. Facciamo uno spuntino e la dovuta DOVEROSA e iniziamo a scendere.

Il primo tratto di discesa, lungo la cresta, è molto scorrevole e panoramico. Giunti al ripetitore le cose si fanno più difficili: il trail si restringe e le curve si fanno più secche. Inoltre l’esposizione ed il terreno molto asciutto e scivoloso aumentano la difficoltà, così siamo costretti a percorrere qualche tratto a piedi.

All’avvicinarsi del bosco di larici la situazione migliora decisamente, ed il flow ed il divertimento aumentano. Il tratto più divertente è sicuramente quello che si percorre dall’incrocio con la mulattiera di salita fino a tornare al rifugio: una vera goduria!

Passiamo oltre l’orda di sandaleros che ha preso d’assalto il rifugio (che era deserto durante il nostro passaggio mattutino) e imbocchiamo il sentiero che passa dietro il rifugio, per affrontare un tratto di salita caratterizzato da 4 brevi (ma ripidi) tratti a spinta. Giunti alla piazzola di intersezione con i sentieri 2-2a, scendiamo lungo di loro riprendendo il flow lasciato 15 minuti prima. Il trail è molto scorrevole e pulito e non presenta difficoltà alcuna.

Purtroppo si torna ad incrociare una mulattiera, che va percorsa in discesa per due tornanti. Giunti al terzo imbocchiamo il poco visibile sentiero che scende verso nord, giusto per gustarci l’ultimo flow e saltare un po’ di mulattiera prima di tornare all’auto. Finito il trail, questa volta si finisce su asfalto, che ci porterà alla frazione Petite Buthier e Gran Buther e, purtroppo, all’auto.

A parte la rottura del Garmin, giornata da ricordare: salita non troppo dura, non troppa spinta/portage e discese flwo e divertenti. Uniche note negative, il tratto troppo tecnico poco sotto la vetta e la discesa che purtroppo finisce troppo presto.

start Champrorenceal  ascend2 1250 mt descend 1250 mt percorso 22.1 km circa
mappa Lasciata l’auto salire lungo la strada asfaltata, che poi diventa sterrata, fino al rifugio Chaligne. Proseguire per l’alpeggio Tza Chaligne e a quel punto salire lungo il sentiero che sale a nord (molto evidente) fino al Col de Tardiva. A quel punto proseguire, sempre verso nord, fino al punto culminante.

Scendere lungo il sentiero 3 e in seguito 2a fino a tornare al rifugio. A quel punto spingere la bici in salita lungo il sentiero che parte dietro il rifugio (in direzione sud). Iniziare di nuovo a scendere lungo il sentiero indicato come 2b-2a fino a tornare sulla mulattiera. Al tornante a quota 1480 circa, prendere il sentiero verso nord per tornare sulla strada asfaltata e rientrare all’auto.

 

Film della gita:

Galleria fotografica:

Author: Paolo Tomasi

Ingegnere di professione, escursionista per passione. Salire in alto e fare fatica è la sua valvola di sfogo, che sia a piedi, in bici o sugli sci. Ogni giorno libero è buono per una gita in compagnia sulle alpi e per un report sul proprio blog.

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